Artroscopia della spalla


Il Dott. Raffelini è specializzato in particolare nella 
tecnica chirurgica artroscopica, il cui sviluppo ha permesso di fornire una valida risposta terapeutica a molte patologie, consentendo nello specifico di: 

  • Regolarizzare la superficie inferiore dell’acromion nei casi di sindrome da conflitto sub-acromiale (impingement)
  • Eliminare strutture infiammate a livello dello spazio sub-acromiale (bursectomia)
  • Trattare lesioni tendinee (riparazione della cuffia dei rotatori)
  • Pulire l’articolazione (debridement)
  • Mobilizzare spalle rigide (”release” capsulare o artrolisi)
  • Stabilizzare spalle dolorose, iper-lasse o soggette a lussazione riparando i legamenti gleno omerali

La chirurgia artroscopica viene praticata in anestesia loco-regionale mediante l’introduzione degli strumenti attraverso piccole incisioni cutanee avvalendosi di strumenti ottici come telecamere e fibre ottiche, che permettono di vedere all’interno dell’articolazione e di effettuare accuratamente il bilancio delle lesioni.

Attraverso l’impiego di strumentazioni come lame motorizzate, radiofrequenze, ancore e viti non riassorbibili in titanio o riassorbibili, è spesso possibile procedere al trattamento chirurgico vero e proprio delle lesioni riscontrate.

Fondamentale nel post operatorio, il ruolo della riabilitazione, che deve ottimizzare il recupero del movimento, della forza e della stabilità attraverso il rispetto dei tempi di guarigione dei tessuti che avviene, secondo studi sperimentali, nell’arco di sei mesi. 

Quando si determinano le principali patologie della spalla?
  • Quando si riduce o si “sporca” lo spazio tra acromion e testa omerale (spazio in cui scorrono i tendini della cuffia dei rotatori).

  • Quando vengono lesi o si rompono i tendini della cuffia dei rotatori.

  • Quando la spalla è troppo lassa o diventa instabile per la lesione delle strutture capsulo-legamentose.

  • Quando le cartilagini articolari sono definitivamente consumate e degenerate (artrosi).

Lo sviluppo della tecnica chirurgica ARTROSCOPICA ha permesso di fornire una valida risposta terapeutica a molte patologie della spalla.

La chirurgia artroscopica viene praticata in anestesia loco-regionale mediante l’introduzione degli strumenti attraverso piccole e cosmetiche incisioni cutanee detti portali artroscopici.

L’artroscopia si avvale di strumenti ottici (telecamere e fibre ottiche) che permettono di vedere all’interno dell’articolazione e di effettuare accuratamente il bilancio delle lesioni.

Mediante strumenti di vario genere (lame motorizzate, radiofrequenze, ancore e viti non riassorbibili in titanio o riassorbibili) è spesso possibile procedere al trattamento chirurgico vero e proprio delle lesioni riscontrate.

Cosa si può fare avvalendosi delle tecniche artroscopiche?

È possibile in particolare:

  • regolarizzare la superficie inferiore dell’acromion (acromioplastica) nei casi di sindrome da conflitto sub-acromiale (impingement).

  • Eliminare strutture infiammate a livello dello spazio sub-acromiale (bursectomia).

  • Trattare lesioni tendinee (riparazione della cuffia dei rotatori).

  • Pulire l’articolazione (debridement).

  • Mobilizzare spalle rigide (”release” capsulare o artrolisi).

  • Stabilizzare spalle dolorose, iper-lasse o soggette a lussazione riparando i legamenti gleno-omerali (ritensionamento e riparazione capsulo-legamentosa, reinsezione del cercine glenoideo o capsuloplastica).

Quali sono i presupposti per il successo della chirurgia di spalla?

A nostro avviso esistono elementi determinanti che devono essere rispettati durante il decorso clinico delle patologie di spalla.

Ci sono rischi o complicanze?

Ogni intervento chirurgico comporta un minimo margine di rischio, ma vengono adottate tutte le precauzioni per ridurlo al massimo. Prima dell’operazione spieghiamo in modo chiaro i possibili scenari e come vengono gestiti, così da affrontare il percorso con consapevolezza e serenità.